Trattati dal passato Governo Prodi alla stregua di zerbini. Parlo ovviamente dei lavoratori dipendenti, di coloro che non hanno difesa, di coloro i quali non hanno armi per difendere il potere d'acquisto dei propri salari. Non stipendi ma salari, perché tali sono. E sempre più spesso salari... da fame.
Mi girano i coglioni perché già da oggi mi inizia a bruciare il culo. Me lo sento nuovamente dilatarsi e non è una sensazione nuova. Si vede che non mi ci sono ancora abituato. Del resto non è facile abituarsi e neppure piacevole.
Da oggi però tutto cambierà per il lavoratore dipendente. Niente più zerbinaggio, ora le scarpe se le sono pulite e molto bene anche. E con le scarpe belle lucide e pulite non c'è limite. Possono andare dove vogliono, senza timore di apparire indecenti. Percorrere nuove vie come pure vecchi pertugi, tanto di fango non ce n'è più in Parlamento. Sono tranquilli, si apprestano ad aprire le danze e a banchettare con i nostri corpi.
Ora basta. Sono stanco. Ho solo 40 anni e mi sento così stanco...
E anche questa è fatta. Altro giro altro regalo.
Pranzato, fatta una doccia (puzzavo come un cammello), votato, vista la motoGP (peccato per Rossi), tornato al PC a cazzeggiare, tanto fuori piove dove caz.o vado!
Votato sì, ma non col cuore. Se avessi seguito il cuore avrei dovuto dare così il mio voto e non tapparmi il naso facendo gli sconguiri per non prendere l'ennesima cantonata / inc.lata.
Speriamo bene.
Che poi non ho mai capito perché in Italia c'è questo strano pudore nel non rivelare il proprio voto, come se parlandone ci si dovesse automaticamente vergognare, sentirsi forse nudi di fronte agli altri, veder cadere una sorta di muro di cinta che ci esporrebbe alle intemperie delle critiche altrui. Politiche 2008? Ho votato Veltroni + Di Pietro. E per l'esattezza Di Pietro alla Camera dei deputati e Partito Democratico al Senato della Repubblica. Uno per uno non fa male a nessuno. E per fortuna erano solo due partiti. Chissà come avrei potuto scegliere se fossero stati di più!
Questa volta ho votato chi promette di cambiare il modo di fare e non chi promette semplicemente di fare. Promettere di fare in Italia non è mai servito realmente a fare ma solo a far votare e quindi no, questa volta provo, mi sforzo di credere nelle parole di Veltroni.
E se poi la devo nuovamente prendere in culo pazienza. Per lo meno io, in coscienza, la buona volontà ce l'ho messa tutta.
Nel titolo del post scrivo attacco hacker per rendere chiaro subito di cosa andrò a parlare, ma questo termine è tutt'altro che corretto.
Dovremmo parlare piuttosto di tecniche di cracking e quindi di cracker, perché tali sono. Tentativi di forzare le barriere di sicurezza che ogni sito web dinamico deve necessariamente avere per sopravvivere in questo mondo virtuale (ma neppure troppo) bazzigato sempre più spesso da figli di puttana che non hanno, evidentemente, nulla di meglio da fare.
Oltre una settimana di pura sofferenza per capire come arginare "questi signori" che hanno preso di mira il mio dominio e che mi hanno causato piccoliproblemi alla mia home page con attacchi ripetuti in vari orari e per diverse volte ogni giorno.
Poi, ieri sera prima di addormentarmi, l'illuminazione. Un rimedio semplice e vecchio come il mondo per metterglielo in culo. Spero solo possa funzionare.
Da molto tempo questo blog non si occupa di temi politici ma di argomenti squisitamente tecnici per il semplice motivo che è molto più facile parlare di cose tecniche, concrete, tangibili, che di argomenti politici impalpabili.
C'è però un limite a tutto.
Ad un certo punto anche a me sale la scimmia quando sono costretto a sorbirmi l'ennesima presa in giro del decreto leggeanti telefonino all'interno delle cabine elettorali.
La ratio di questo provvedimento dovrebbe essere quella di limitare brogli e voto di scambio, fornendo al presidente di seggio e alle forze dell'ordine i poteri per obbligare gli elettori a depositare i gingilli tecnologici in, presumo, apposite ceste atte alla bisogna.
La vicenda di G-Archiver, il software shareware che consentiva di salvare sul proprio PC tutta la posta di GMail e al contempo silenziosamente inviava i dati di accesso della casella stessa al suo autore ( ! ), è emblematica. Non serve essere delle cime per intuire che questa non è ne la prima ne l'ultima volta che si viene fregati da un software commerciale.
In questo caso però, ad essere attaccato è uno dei servizi più validi e apprezzati mai visto sulla rete; gli account GMail infatti danno accesso, oltre alla posta elettronica, anche a tutta una serie di altri servizi extra e se finiscono in mani sbagliate... beh, non vorrei mai essere nei panni del malcapitato di turno.
Non c'è che dire, G-Archiver era un vero e proprio spyware travestito da software di backup e per di più a pagamento. Cornuti e mazziati coloro che si sono fidati consegnandogli nome utente e password del proprio account GMail.
A chiusura di questo mini-post una domandina facile facile per tutti coloro che ancora non hanno ben chiaro il concetto di OpenSource o che magari credono sia una cosa oscura, un poco losca, quasi una sorta di malattia contagiosa dalla quale stare lontani; a tutti voi scettici o ignoranti dell'Opensource chiedo:
avrebbe mai potuto vedere i natali ed essere distribuito un software/spyware come G-Archiver in versione Opensource e quindi con tanto di codice sorgente?