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TecnoAcquisti, siamo consumatori o carne da macello? PDF Stampa E-mail
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lunedì 24 dicembre 2007
Nell'era del consumismo tecnologico più sfrenato che mai, mi viene da chiedermi se ancora abbia senso il vecchio detto "nessuno fa niente per niente".
Come è possibile che sempre più gente resti abbagliata da offerte promozionali al limite dell'incredibile senza porsi neppure il dubbio se ci sia o meno qualche cosa di strano, di poco chiaro.
Essere consumatori dovrebbe contemplare anche la capacità di andare oltre al semplice confronto del prezzo; ciò nonostante sembra proprio non sia così:
oggi il consumatore è sempre più un automa che un essere pensante, pronto a subire passivamente la tecnologia senza porsi alcun quesito per quanto riguarda la qualità, la garanzia, l'assistenza offerta dai prodotti che paga, usa e getta con estrema leggerezza.

Ma entriamo un po' più nel dettaglio e vediamo come si comportano i rivenditori, quali garanzie offrono sui prodotti (e se le rispettano o meno), quale assistenza post vendita.
La peggior risorsa messa oggi a disposizione del consumatore è l'acquisto con finanziamento rateizzato accessibile per qualsiasi "puttanata" si decida di acquistare.
Intendiamoci, il finanziamento non è un male in se e per se, lo è diventato a forza di spacciarlo per ciò che non è. Il solo fatto di chiamarlo semplicemente "finanziamento" è fuorviante. Dovremmo chiamarlo con suo vero nome per ottenere da parte del consumatore tutta l'attenzione necessaria; dovremmo chiamarlo mutuo, perché questo è il suo vero nome.
La pressione da parte della grande distribuzione al pagamento con mutuo unito all'apparente basso prezzo d'acquisto dei prodotti tecnologici legati al mondo dei computer (e non solo), distoglie il consumatore dal porsi quelle che dovrebbero essere le domanda principe: "cosa sto comprando?" "mi serve?" e ancora "posso permettermelo?".

Ma parliamo dei bassi prezzi. Vediamo se sono veramente così bassi come sembrano.
10 anni fa' acquistare un PC performante + monitor di qualità da 17" (rigorosamente CRT, a tubo) + stampante fotografica (con cartucce colore separate) + scanner piano difficilmente poteva costare meno di 4.500.000 Lire; oggi la stessa configurazione possiamo tranquillamente averla con una spesa al di sotto dei 1.000 Euro (e mi sono tenuto abbondante).
Se analizziamo esclusivamente il fattore prezzo possiamo solo giungere alla conclusione che oggi un PC costa meno, molto meno di 10 anni fa'.
Se però introduciamo il fattore durata / affidabilità dei prodotti ci accorgiamo immediatamente che le cose iniziano a cambiare: tutta la tecnologia oggi utilizzata nei moderni PC e accessori non è fatta per durare ma esclusivamente per costare poco; la stessa struttura esterna (il cabinet) dei nostri PC non è affatto robusta, spesso anzi è talmente fragile che resta stabilmente in piedi solo grazie all'ancoraggio dato dai supporti della scheda madre alloggiata all'interno (vi assicuro che non sto esagerando).
Ne risulta che la vita media di un PC moderno è tutt'altro che lunga. E mentre posso personalmente vantare la possibilità di avviare e utilizzare ancora oggi il mio vecchio Athlon 700 del 1999 senza alcun problema tecnico (a parte la lentezza), altrettanto non posso dire della scheda madre del mio Athlon 3500+ da me personalmente assemblato nel Marzo dello scorso anno.

A questo punto quanto realmente costa la tecnologia oggi? Che valore hanno gli oggettini tecnologici attraverso i quali saniamo la nostra sete di progresso?

Veniamo ora all'assistenza post vendita. Spesso e volentieri una vera e propria farsa ben orchestrata e oliata a dovere per sgambettare adeguatamente il consumatore sfortunato che si ritrova un prodotto guasto o mal funzionante.
Sì perché, se da un lato la legge ci tutela accordandoci due anni due di garanzia, dall'altro ci scontriamo con risposte tipo:
  • "la garanzia è fornita direttamente dal produttore" (non è vero, e anche se fosse vero, il responsabile nei confronti del consumatore è chi vende e non chi produce)
  • "i consumabili (cartucce, batterie, ecc.) non sono coperti da garanzia" (non è così, a meno ché in fase di acquisto non ci sia la doppia firma di accettazione sulle clausole vessatorie, perché tali sono)
  • "le spese di spedizione sono a carico dell'acquirente" (non se il prodotto è in garanzia)
e mi fermo qui per pudore!
Qualora il venditore (spesso si tratta di grossa distribuzione, ipermercati e simili) accetti il prodotto in assistenza facendosi carico della relativa pratica, non è dato sapere se e in quanto tempo tornerà riparato.
Analogamente si comportano molti produttori ai quali magari decidiamo di rivolgerci direttamente nella speranza di sveltire la pratica scavalcando il rivenditore: il call center è il primo scoglio, la burocrazia il secondo, attendere la chiamata telefonica da parte del tecnico il terzo, le prove tecniche al limite dell'assurdo alle quali ci sottopongono prima di accettare il rientro in riparazione... non ne parliamo, è meglio.

Come possiamo difenderci da tutto ciò noi piccoli consumatori?
Volete una risposta chiara e definitiva? Semplicemente non possiamo!
Crudelmente devo ammettere che questo è il mondo tecnologico nel quale viviamo e facciamo quotidianamente acquisti utili, inutili, futili.

Una sola cosa mi sento di consigliarvi: non fate, se potete, rate e finanziamenti per una cosa che sarà già vecchia o magari guasta ancor prima che riusciate a pagarla per intero.

Con questo vi saluto e auguro buone feste a tutti, del resto a Natale siamo tutti più buoni che curiosamente fa anche rima con coglioni.
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