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Microsoft, una... patch per il terzo mondo! PDF Stampa E-mail
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sabato 21 aprile 2007
microsoft patch
Ieri sera ho eseguito l'upgrade della mia distribuzione Ubuntu Linux, passando dalla release 6.10 Edgy alla 7.04 Feisty, il tutto senza grossi traumi e in circa 2 ore (calcolando anche il tempo necessario al download di circa 700 Mb di aggiornamenti necessari).
Poi nell'arco di una mezza giornata ho risistemato alcuni dettagli che inevitabilmente nel passaggio di versione si erano persi per strada.

Non sono affatto un utente esperto del mondo Linux, sono solo un fai da te con una certa passione e voglia di mettermi in gioco. Volendo, ciò che sono riuscito a fare io, potete benissimo farlo anche voi.

Ma questo che c'entra con Microsoft e soprattutto col titolo del post? Ogni cosa a suo tempo.

Ho letto un articoletto su WebMasterPoint sull'annuncio da parte di Microsoft della fornitura di Microsoft Student Innovation Suite al prezzo di 3 (tre) Dollari a pacchetto.
Tale pacchetto contenente vari programmi, tra cui il sistema operativo WindowsXP in versione StarterEdition e Office HomeStudent 2007, sarà concesso a tre Dollari a tutti i governi dei paesi in via di sviluppo per equipaggiare i computer destinati alle scuole elementari e secondarie.
Non è chiaro se tali computer resteranno nelle scuole o saranno offerti e/o venduti direttamente agli studenti; chi ha informazioni più dettagliate può postarle qui nei commenti.

Non è una operazione di beneficenza da parte di Microsoft, ma una chiara strategia commerciale e di business; la stessa Microsoft non ne fa segreto e lo ammette candidamente.

La domanda è: ma i paesi in via di sviluppo hanno bisogno delle licenze d'uso di Microsoft sui loro PC?
Secondo me no, i paesi in via di sviluppo non ne hanno affatto bisogno. Secondo me è esattamente vero il contrario: Microsoft ha assoluto bisogno di non lasciarsi scappare quei mercati e tenta di adottare la tecnica dei "pochi maledetti e subito" rimettendoci nell'immediato (tre dollari a pacchetto!) ma valutando in prospettiva un ritorno economico assicurato offerto dalla diffusione delle sue piattaforme operative.
E' la tecnica del pescatore che pastura buttando gratuitamente in acqua cibo per i pesci col preciso intento di stanarli e abituarli al sapore per poi prenderli all'amo con gli stessi bocconcini.
E' la stessa tecnica che ho descritto in questo post parlando degli standard di fatto.

Iniziate a intuire perché a inizio post ho parlato dell'upgrade del mio Ubuntu Linux e del fatto che non sono affatto un esperto?
Linux offre tantissime distribuzioni a costo zero e a codice aperto (OpenSource), la loro maturità è tale da rendere quasi superflua qualunque conoscenza tecnica per la loro fruizione.
La maggior parte degli utenti di PC, pur non avendo mai utilizzato un ambiente Linux, è già potenzialmente in grado di farlo con uno sforzo che rasenta quasi lo zero.
I paesi in via di sviluppo con ambienti Linux based godrebbero delle stesse potenzialità che avrebbero con piattaforme Microsoft, ma con una piccola, insignificante differenza di fondo, la libertà.

La realtà è che Microsoft è ben cosciente di tutto ciò e sa che deve giocare in fretta le sue carte.

{mos_sb_discuss:9}
 patch patch microsoft microsoft linux linux ubuntu ubuntu title= 
 
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