| L'anonimato in rete non è un crimine ma un diritto |
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| sabato 05 gennaio 2008 | |
Le informazioni riguardanti gli utenti navigatori della grande rete hanno oggi un valore economico inestimabile. Quando parlo di informazioni mi riferisco ad ogni possibile notizia su di noi utile a tracciare un nostro profilo, a comprendere le nostre passioni, preferenze, abitudini. Anche il sapere l'area geografica da dove ci colleghiamo ha un suo valore economico, per non parlare della possibilità di tracciare tappa dopo tappa tutti i nostri spostamenti durante una sessione di navigazione, in modo da poter meglio comprendere le nostre abitudini, le nostre preferenze. Queste tecniche di "spionaggio" sono all'ordine del giorno, una consuetudine consolidata e utilizzata da una quantità inimmaginabile di siti web. Informazioni preziosissime raccolte a volte con tecniche del tutto lecite, a volte oltrepassando il confine della legalità.
TOR, offre una soluzione che azzera di fatto la possibilità di tracciare un profilo degli utenti semplicemente coprendo le tracce di navigazione. In tal modo nessuno potrà risalire alla località geografica dalla quale navighiamo, e neppure tracciare i nostri spostamenti in rete da un sito ad un altro.
Anonimato significa quindi maggior sicurezza ma soprattutto riservatezza e tutela della privacy.
Ho personalmente configurato TOR sul mio PC con Ubuntu Linux (TOR è disponibile per ogni piattaforma, Windows, Mac, Linux), installando anche il componente Torbutton in Firefox che mi consente di attivare la navigazione anonima semplicemente con un click. Tutto funziona alla perfezione: il reale indirizzo IP pubblico viene occultato e da quel momento in poi si diventa dei veri e propri fantasmi.
L'unico neo è la ridotta velocità di navigazione che nel mio caso si attesta tra i 200 e i 350 Kbps con TOR attivato.
Potete, volendo, farvi parte attiva del progetto TOR aprendo un Relay e diventando voi stessi un nodo della sua rete come ho appena fatto io.
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