| Servizi ADSL, venditori di fumo? |
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| mercoledì 09 maggio 2007 | |
![]() Sono arrabbiato, incazzato, inbufalito. Con tutta questa marmaglia di pseudo gestori di telefonia fissa, con le loro pseudo offerte ADSL 2 mega, 4 mega, 8 mega e chi più ne ha più ne metta.
La realtà è che in Italia, sottoscrivendo un contratto ADSL, otteniamo mega prese per il culo (scusate il francesismo) e non megabit di banda utile per la navigazione. La tecnica è molto semplice e si basa sulla statistica: se mediamente gli utenti sfruttano la presunta banda ADSL ad esempio per il 20%, allora i gestori venderanno ad altri utenti la parte di banda che statisticamente non viene sfruttata, nella speranza che gli utenti non decidano di riversarsi su internet tutti insieme. Esaminando però l'uso della banda da un'altra angolazione, possiamo evincere facilmente di come ci siano inevitabili affollamenti in determinate ore del giorno e relativa calma piatta in altre ore: provate a navigare alle 18, 19 di sera e vi accorgerete di come la vostra connessione si "siede", di come la navigazione è difficile e più lenta rispetto ad esempio alle 6 di mattina. La statistica quindi che appiattisce il tutto ad un dato medio di sfruttamento di banda non è in alcun modo aderente alla realtà e la vendita di servizi ADSL con mega e mega di banda sono di fatto delle autentiche prese per il culo.
In Italia poi si deve anche fare i conti col fatto che mamma Telecom è comunque e sempre chiamata in causa in ogni installazione di telefonia fissa; come potrebbe essere altrimenti, visto che i cavi sono in mano loro. E non fatevi ingannare da chi vi offre la linea telefonica senza il canone Telecom, perché questo non significa affatto che la vostra voce non passa sui cavi di Telecom Italia; è infatti il gestore che avete scelto che parlerà con Telecom, è inevitabile, Telecom è sempre presente a prescindere da tutto.
L'alternativa unica si chiama Fastweb, ma solo nel caso in cui siate raggiunti dalla fibra ottica; diversamente anche Fastweb si "appoggia" su Telecom e anche in questo caso la musica non cambia.
Ma non tutte le colpe sono di Telecom Italia anzi, direi che la torta delle responsabilità la si possa dividere tranquillamente in parti uguali tra tutti i gestori: operano tutti con la stessa tecnica, vendono all'utente finale una banda ADSL che di fatto sanno bene di non poter in alcun modo fornire. Ecco dunque spiegato il perché della lotta serrata al traffico P2P generato da software come Emule e similari. E certo, questi software "succhiano" quantità di banda molto importanti e i gestori vedono andare in fumo ogni calcolo statistico di sfruttamento con la conseguenza che le loro reti si sovraccaricano e finiscono per congestionarsi a tal punto da essere costretti a "troncare" le connessioni che consumano di più per poi ripristinarle nell'arco di pochi istanti. Bastano infatti pochi istanti di disconnessione per bloccare il traffico P2P e far respirare i loro server. Non sono comportamenti corretti e non c'è giustificazione alcuna che tenga. Cari gestori se le vostre offerte ADSL non soddisfano i requisiti da voi stessi promessi non è colpa dell'assorbimento di banda dei software di scambio P2P, è semplicemente dovuto alla vostra inadeguatezza tecnica, alla logica del business a tutti i costi e all'inesistente rispetto che mostrate nei confronti dei vostri clienti (vedasi call center di facciata senza operatori per minuti e minuti e spesso a pagamento). A noi resta solo la domanda. Venditori di fumo? |
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