| G-Archiver, quando lo spyware non è... spyware |
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| mercoledì 12 marzo 2008 | |
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La vicenda di G-Archiver, il software shareware che consentiva di salvare sul proprio PC tutta la posta di GMail e al contempo silenziosamente inviava i dati di accesso della casella stessa al suo autore ( ! ), è emblematica. Non serve essere delle cime per intuire che questa non è ne la prima ne l'ultima volta che si viene fregati da un software commerciale.
In questo caso però, ad essere attaccato è uno dei servizi più validi e apprezzati mai visto sulla rete; gli account GMail infatti danno accesso, oltre alla posta elettronica, anche a tutta una serie di altri servizi extra e se finiscono in mani sbagliate... beh, non vorrei mai essere nei panni del malcapitato di turno. Non c'è che dire, G-Archiver era un vero e proprio spyware travestito da software di backup e per di più a pagamento. Cornuti e mazziati coloro che si sono fidati consegnandogli nome utente e password del proprio account GMail. A chiusura di questo mini-post una domandina facile facile per tutti coloro che ancora non hanno ben chiaro il concetto di OpenSource o che magari credono sia una cosa oscura, un poco losca, quasi una sorta di malattia contagiosa dalla quale stare lontani; a tutti voi scettici o ignoranti dell'Opensource chiedo: avrebbe mai potuto vedere i natali ed essere distribuito un software/spyware come G-Archiver in versione Opensource e quindi con tanto di codice sorgente? Meditate gente, meditate. |
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